AROUND PHOTOGRAPHY
EDITRICE QUINLAN
RISORSE

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ARCHIVIO STORICO
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Sophie Calle vince i centomila euro del prestigioso premio Hasselblad per la fotografia, giunto quest'anno alla sua trentesima edizione

La francese Sophie Calle vince l'Hasselblad Award 2010, il prestigioso premio internazionale dedicato alla fotografia d'autore.
Il premio che ha sede in Svezia, per l'esattezza a Göteborg, dove risiede anche la nota azienda che lo promuove, consiste in centomila euro, e in una mostra personale al Göteborg Museum of Art, che sarà esposta il prossimo novembre.
Questa la motivazione della giuria: “For more than three decades, French artist Sophie Calle has been questioning and challenging the relationship between text and photography, private and public personae, truth and fiction, in a groundbreaking, utterly original way. Her conceptually oriented work depicts human vulnerability and examines the interrelationship between identity and intimacy as well as the construction of official history. It evokes narrative, affect and emotion in ways that at the same time touch the viewer deeply and makes her reflect on the possibilities as well as limits of photography. Her contribution to the understanding of the medium of photography has inspired younger generations of artists”.
Rimandiamo chi volesse approfondire la figura di quest'artista al numero 12 della rivista "Around Photography International", pubblicato nel novembre 2007. Qui compare un lungo articolo di ben otto pagine a lei dedicato a firma di Luca Panaro, corredato, come sempre in AP, da numerose immagini stampate in alta qualità.

Sophie Ristelhueber, vince le 30000 sterline del noto premio annuale organizzato dalla Photographers' Gallery di Londra che esporrà le fotografie dell'artista francese fino al 18 aprile

Sophie Ristelhueber (b.1949, France) has been awarded the 2010 Deutsche Börse Photography Prize. At a special ceremony last Wednesday 17 March 2010, the film director Terry Gilliam has been presented the £30,000 award. The Deutsche Börse Photography Prize 2010 is organised by The Photographers’ Gallery and is on show until 18 April 2010. For over 25 years, using photography and, more recently, moving image, Ristelhueber has investigated the impact of human conflict upon architecture and landscape in places such as Bosnia, France, Iraq, Lebanon and Kuwait. Often playing with an ambiguity of scale in her installations, Ristelhueber’s work confounds traditional photographic genres and unsentimentally draws attention to the scars and traces we leave behind, addressing the essence of our human existence.
The Prize is awarded to a photographer of any nationality for their significant contribution to the medium of photography through either an exhibition or publication, in Europe, between 1 October 2008 and 30 September 2009. Sophie Ristelhueber won for her retrospective Sophie Ristelhueber at the Jeu de Paume, Paris (20 January – 22 March 2009).
Sophie Ristelhueber was chosen by the Jury members, Oliva Maria Rubio (Director of Exhibitions, La Fàbrica, Spain); Gilane Tawadros (Chief Executive, Design and Artists Copyright Society, curator and writer, UK); James Welling (artist, USA); and Anne-Marie Beckmann (Curator, Art Collection Deutsche Börse, Germany).
The other shortlisted artists for the Deutsche Börse Photography Prize 2010, each awarded £3,000, are: Anna Fox (b.1961, UK), Zoe Leonard (b.1961, USA) and Donovan Wylie (b.1971, UK).
Last year the prize went to Paul Graham.
Per informazioni: X
Dal 13 marzo, alla galleria Betta Frigeri di Modena, in mostra i nuovi lavori fotografici e video di Silvia Camporesi, pensati appositamente per questa esposizione

Il misticismo laico che spesso caratterizza la ricerca
di Silvia Camporesi (Forlì, 1973) è quanto mai evidente in questa serie ispirata ai
"Quaderni" (1941-42) di Simone Weil. Gli scritti della filosofa
francese, venuti alla luce in forma pressoché clandestina e dunque
pubblicati quasi interamente postumi, costituiscono un interessante
laboratorio di pensiero, fonte di profonde riflessioni e testimonianza
di una rara integrità esistenziale.
A cura di Luca Panaro
Dal 13 marzo al 30 aprile
mercoledì-sabato 16-19,30
Betta Frigieri Arte Contemporanea
via Giovanni Muzzioli 8, Modena
Per informazioni: X
In mostra a Rubiera (RE) un tris di fotografi invitati a lavorare sulla TAV dall'associazione culturale Linea di Confine per la Fotografia Contemporanea

Cesare Ballardini

Marcello Galvani
A seguito della costruzione della linea ad alta velocità sul tracciato Bologna-Milano, dal 2003 Linea di Confine ha organizzato una serie di indagini fotografiche e Laboratori di fotografia con autori di notorietà nazionale ed internazionale.
Le mostre, che si inaugureranno il 20 Febbraio 2010, alle ore 18,00 nei locali espositivi dell’Ospitale di Rubiera, presenteranno le ricerche realizzate nel 2009 dal fotografo americano Tim Davis sul tema della tecnologia e dai fotografi italiani Cesare Ballardini e Marcello Galvani sul tema del ripristino ambientale.
Tim Davis, invitato nella primavera del 2009 da Linea di Confine a realizzare una ricerca sulla tecnologia utilizzata dal treno ad alta velocità, si è misurato con il tema proposto in "un viaggio alla ricerca delle modalità in cui la tecnologia si fa strada nella nostra vita".
Una seconda indagine è stata condotta nel corso del 2009, da Cesare Ballardini e Marcello Galvani, sulle opere di mitigazione ambientale, certi che una grande opera infrastrutturale non significa solo distruzione del paesaggio, ma offra anche l'opportunità per ricostruirne uno nuovo. Sono state effettuate riprese nelle adiacenze dei grandi manufatti, come il Viadotto Modena, la Galleria artificiale di Fontanellato, così come nelle aree di ripristino ambientale nei pressi del fiume Secchia in località Magnagallo est, a Campogalliano, dove gli interventi di mitigazione e di compensazione, hanno ridisegnato un nuovo paesaggio.
Nelle sale espositive dell'Ospitale di Rubiera, saranno esposti anche i lavori realizzati nell’ambito del Laboratorio di Fotografia 5, condotto da Tim Davis nel Luglio 2009, con opere di 14 giovani autori italiani, alcuni già noti nel panorama italiano, come Francesco Neri, Allegra Martin, Francesca Gardini, Luca Nostri, Cesare Fabbri, Paolo Monti, Enrico Benvenuti.
Nel contesto della presentazione delle mostre, sarà organizzata una giornata di studio dal titolo Grandi Opere. Fotografia e ricerca, con architetti, urbanisti, critici e storici della fotografia, scrittori fra cui Giovanni La Varra, Nicola Marzot, Roberta Valtorta, Francesca Fabiani, Antonello Frongia, Giorgio Falco e altri, sul tema delle grandi opere e della loro rappresentazione, condotta da Stefano Munarin (urbanista) e Tiziana Serena (storica della fotografia).
In collaborazione con:
Ferrovie dello Stato
MAXXI, Museo Nazionale delle Arti del XXI° secolo, Roma
Regione Emilia-Romagna
Dal 20 Febbraio al 10 aprile
Sabato e Domenica 10/13-15/19
Prezzo biglietto: euro 3,00
L’Ospitale, via Fontana 2
Rubiera (RE)
________________________
Chi volesse approfondire il lavoro di Cesare Ballardini potrà trovare una sua lunga intervista nel numero 13 della rivista "Around Photography International" pubblicata nel maggio 2008.
Per quanto riguarda invece la poetica di Marcello Galvani rimandiamo al numero 14 di "Around Photography International" (novembre 2008 - aprile 2009) in cui troverete 6 pagine di approfondimento sul suo lavoro.

In questi giorni abbiamo aggiornato alcune sezioni del sito
Segnaliamo il recente aggiornamento di alcuni link del sito, tra questi la curiosa e nuova sezione "Aficionados" , la "Rassegna stampa" e la sezione "Audio - Video".

Mercoledì 24 marzo il noto fotografo ligure terrà una conferenza pubblica sulla fotografia sperimentale presso l'Università di Bologna

Da febbraio a maggio, il Dipartimento di Arti visive dell'Università di Bologna promuove nove appuntamenti con l'arte che si svolgeranno nell'Aula Magna di Santa Cristina. Il 24 marzo alle ore 17,30 sarà la volta dell'incontro con Mario Cresci che terrà una conferenza sul tema: "La fotografia tra ricerca e didattica".
Aula Magna di Santa Cristina
Piazzetta G. Morandi, 2 - Bologna
Ingresso libero

Domenica 21 marzo a Reggio Emilia sarà organizzato un aperitivo con Ange Leccia per anticipare la prossima edizione di Fotografia Europea - Reggio Emilia 2010

L’artista di origine corsa che vive e lavora a Parigi, sarà a Reggio Emilia per partecipare domenica 21 marzo alle ore 19 nella Biblioteca delle Arti (piazza della Vittoria, 5) con il curatore della manifestazione, Elio Grazioli e il direttore dei Musei Civici Elisabetta Farioli ad un incontro pubblico.
L’appuntamento, nell’ora dell’aperitivo, si annuncia di grande interesse non solo per gli appassionati di fotografia: l’artista, che è anche Direttore del Pavillon Unité Pédagogique al Palais de Tokyo di Parigi, oltre a conversare con il curatore di Fotografia Europea presenterà alcuni suoi video tra i più famosi dando conto del suo intero percorso creativo, riconosciuto a livello internazionale con le partecipazioni alle più importanti manifestazioni d’arte contemporanea quali la Biennale di Venezia, Documenta 8 a Kassel, ecc.
Ange Leccia, dagli anni Ottanta, lavora con la fotografia e il video esplorando il sottile discrimine tra il video documentario e amatoriale e i suoi effetti estetici più delicati e nuovi. Il tema del doppio, del duplice, nelle sue diverse varianti, resta centrale in tutta la sua produzione.
Di lui scrive Jean-Toussaint Desanti: "nella ricca diversità dei mezzi a cui fa ricorso, Ange Leccia non smette di perseguire uno stesso obbiettivo: invitare l'osservatore non a prendersela con l'arte contemporanea ritenuta sconcertante, bensì a interrogarsi sul proprio sguardo e a mettere in causa i propri pregiudizi, i propri pensieri primi, scuotendo le certezze tranquille e assopite (perché sembrano lì da sempre e per sempre) sull'arte, l'opera, il museo, le immagini, il mondo".
Musei Civici - Biblioteca delle Arti
piazza della Vittoria, 5 - Reggio Emilia

Giovedì 18 marzo, a Milano, Arianna Rinaldo farà un excursus della storia della rivista spagnola da lei diretta

OjodePez è una rivista trimestrale di fotografia nata nel 2003 in Spagna e diretta da Arianna Rinaldo, curatrice indipendente e consulente fotografica per D-La Repubblica.
Ogni numero ospita un photoeditor diverso e lo invita a sviluppare un tema a scelta, incentivando, nell’ambito della fotografia documentaristica, un linguaggio fotografico innovativo.
Durante questa serata, Arianna Rinaldo farà un excursus della storia di OjodePez - mutazioni, metodi e sogni - e ci parlerà in anteprima dell’ultima evoluzione che diventerà realtà con il prossimo numero in uscita a giugno 2010.
La presentazione avrà luogo giovedì 18 marzo alle ore 19.00 Presso MiCamera in
Via Medardo Rosso, 19 a Milano.

Menzione speciale del World Press Photo per un fotogramma del video anonimo apparso su youtube riguardante la morte di Neda Agha-Soltan

Tra le immagini premiate quest'anno al World Press Photo c'è anche quella di Neda, la giovane martire iraniana ripresa morente durante gli scontri dello scorso 20 giugno succeduti in Iran nella rivolta contro gli ayatollah.
Per la prima volta il WPP premia un fermo immagine tratto da un video anonimo perché si tratta, secondo la motivazione della giuria, di "un’immagine che ha svolto un ruolo essenziale nel reportage giornalistico di quest’anno e che non avrebbe potuto essere realizzata da un fotoreporter".
Nel blog da lui curato, Michele Smargiassi pubblica interessanti osservazioni al riguardo, cui rimandiamo nel link sottostante.
Per informazioni: Al (non) fotografo sconosciuto
Dal 6 marzo l'artista Shirin Neshat inizia un ciclo di presentazioni del suo lungometraggio, vincitore del Leone d'argento alla 66a Mostra del Cinema di Venezia, che toccherà le principali città italiane

In collaborazione con BIM Distribuzione il MAMbo di Bologna ospita il 6 marzo l'antemprima nazionale di Donne senza uomini (2009), esordio alla regia per Shirin Neshat (Qazvin, Iran, 1957), artista di fama internazionale autrice di opere a tema politico e sociale insignite di
numerosi riconoscimenti. Con un programma in cinque date che dopo Bologna toccherà Napoli (MADRE), Roma (MACRO), Firenze
(Lo Schermo dell'Arte) e Torino (Marco Noire Contemporary Art), la pellicola viene presentata al pubblico prima di essere distribuita nelle sale dal 12 marzo.
L'incontro pubblico, che precede la proiezione al cinema Lumière della Cineteca di Bologna, è l'occasione per parlare del film premiato alla 66a edizione della Mostra Intenazionale del Cinema di Venezia con il Leone d'Argento per la miglior regia e per approfondire le tematiche che permeano tutto il lavoro della Neshat direttamente dalle parole dell'artista.
Shirin Neshat
MAMbo Sala Conferenze - h 18.00
Introduce Gianfranco Maraniello, direttore del MAMbo
Incontro aperto al pubblico fino ad esaurimento dei posti disponibili
Cineteca di Bologna - Cinema Lumiére - h 20.00
Introduce Shirin Neshat. Partecipano Elettra Stambulis e Gianluca Costantini
Anteprima aperta al pubblico al normale prezzo del biglietto
SUCCESSIVI APPUNTAMENTI:
Domenica 7 marzo, ore 20,30
MADRE Museo d’Arte contemporanea Donna Regina, via Settembrini 79 – Napoli
Lunedì 8 marzo
MACRO, via Reggio Emilia 54 - Roma
Martedì 9 marzo, ore 18
Conferenza con Shirin Neshat, ore 21 proiezione Cinema Odeon, piazza Strozzi 1 – Firenze
Mercoledì 10 marzo
Galleria Noire Contemporary Art, via Gaudenzio Ferrari 5 – Torino

In occasione della sua recente personale al CCA di Montreal, Guido Guidi rilascia un'interessante intervista sul suo lavoro decennale dedicato alla Tomba Brion dell'architetto Carlo Scarpa
videointervista in streaming

Mercoledì 10 marzo a Milano, un pomeriggio per riflettere sull'ormai frequente e prolifico rapporto che vede dialogare l'arte contemporanea con gli archivi storici dell’immagine

L'incontro, a cura di Luca Panaro, propone una riflessione articolata sul tema. Verranno proiettati video e film ottenuti elaborando materiale d'archivio, seguiti da una tavola rotonda in cui si discuterà dell'argomento con relatori di diversa estrazione, per concludere con l'esposizione dei progetti realizzati dagli allievi del Biennio di Fotografia dell’Accademia di Belle Arti di Brera.
Ore 15,30
Proiezioni
Franco Vaccari, Provvista di ricordi per il tempo dell'Alzheimer, 2003 (video 21'57'')
Alina Marazzi, Vogliamo anche le rose, 2007 (film 84')
Ore 17,30
L'archivio come risorsa per l’arte contemporanea
Tavola rotonda con presentazione del progetto Archive Generation e inaugurazione della mostra
Intervengono:
Silvia Paoli (conservatore Civico Archivio Fotografico Milano)
Paola Di Bello (coordinatrice del Biennio di Fotografia dell’Accademia di Belle Arti di Brera)
Luca Panaro (critico d'arte)
Mario Cresci (artista)
Alina Marazzi (regista)
Franco Vaccari (artista)
Ingresso libero sino ad esaurimento posti
Sala di Consultazione del Civico Archivio Fotografico
Castello Sforzesco, Milano

La nota multinazionale nata nel 1947, da anni in difficoltà economiche, mette all'asta la sua collezione d'autore composta da nomi che hanno fatto la storia della fotografia e dell'arte
Più di 1200 fotografie della collezione Polaroid saranno vendute all'asta da Sotheby's il 21 e 22 giugno di quest'anno, per pagare i debiti dell'azienda di Boston che rischia il fallimento.
Per sanare la situazione la vendita dovrebbe fruttare tra i 7,5 e gli 11,5 milioni di dollari.
Tre quarti delle immmagini sono polaroid, il resto fotografie tradizionali realizzate da nomi altisonanti come quelli di Ansel Adams, David Hockney, Imogen Cunningham, Edward Weston, Dorothea Lange, Andy Warhol, Robert Frank, Robert Mapplethorpe, William Wegman, Robert Rauschenberg, David Hocney e Chuck Close.
E proprio Close ha dichiarato al New York Times: "Non c'è nulla di uguale al mondo, venderle è un crimine", riferendosi al fatto che la collezione verrà inevitabilmente smembrata per finire nelle mani di diversi collezionisti.

Venerdì 5 marzo alle 21 presso il Palazzo Santa Margherita di Modena, si svolgerà una conversazione pubblica con i protagonisti della vicenda culturale della Galleria Civica in occasione dei cinquant'anni dalla sua fondazione
Il ciclo di conversazioni, iniziato il 17 febbraio, si chiuderà venerdì 5 marzo, alle ore 21,00 con Pier Giovanni Castagnoli (direttore della Galleria Civica dal 1982 al 1987), e Angela Vettese, (direttrice dal 2005 al 2009). Moderatore della serata Michele Smargiassi, giornalista de la Repubblica.
L'incontro sarà un'occasione per riflettere e rileggere, grazie alla voce dei protagonisti, l'intera vicenda culturale della Galleria Civica di Modena, dalla sua fondazione ad oggi. Diversi i protagonisti che nel corso degli anni hanno contribuito a caratterizzare il ruolo, la mission, le finalità e la fisionomia stessa della Galleria Civica e differenti, dunque, le linee progettuali: dal collezionismo agli scambi e collaborazioni con i principali musei e le più importanti istituzioni della scena contemporanea internazionale, dal rapporto con gli artisti locali, alla scelta di personali di artisti operanti nel campo del disegno, della fotografia, della contemporaneità, dalla sperimentazione e ideazione di eventi e performance, all'istituzione e all'incremento di esperienze nel campo della didattica, per finire con l'attenzione rivolta alla creatività giovanile.
Le conferenze sono ad ingresso libero e gratuito.
Galleria Civica di Modena
Palazzo Santa Margherita corso Canalgrande 103
Modena

A Parma una mostra sull'arte del Novecento, soprattutto italiano e la presentazione di un nuovo importante spazio espositivo
Per la prima volta è in mostra la collezione dello CSAC di Parma in un nuovo, spazio espositivo della città: il restaurato Palazzo del Governatore, nella centralissima Piazza Garibaldi. Lo storico edificio riaprirà con questa esposizione e sarà interamente dedicato all’arte moderna e contemporanea. Il restauro ha consentito il recupero di oltre 3mila metri quadri di superficie espositiva, rendendo così il Palazzo uno spazio in grado di ospitare eventi espositivi di livello internazionale.
Qui sarà ospitata la sezione “Arte e Fotografia” mentre nelle altre due sedi, Galleria San Ludovico e Scuderie della Pilotta, troveranno spazio rispettivamente le sezioni “Moda” e “Architettura e Design”.
Un’appendice della mostra sarà inoltre alla Camera di Commercio, in via Verdi, dove saranno esposte alcune significative opere di grande formato.
Il curatore della mostra è Arturo Carlo Quintavalle; il progetto d’allestimento è invece affidato a Didi Bozzini.
FOTOGRAFIA
Hans Namuth
Fondata sulla base di alcuni grandi archivi (Studio Stefani, Publifoto, FSA), la collezione dello Csac abbraccia oltre cento anni di fotografia, dal dagherrotipo al digitale. La sua formidabile estensione temporale permette di constatare l’evoluzione di questa disciplina (e della sua percezione), che in origine non fu considerata, né praticata, come una forma d’arte.
La mostra presenta all’incirca 600 immagini scelte per documentare diversi passaggi di questo lungo cammino. Cominciando dai dagherrotipi e dalle opere di Nadar, il percorso si snoda attraverso i primi anni del secolo con le foto dei fratelli Alinari e di Disdéri, prosegue poi attraversando il periodo fra le due Guerre con gli esperimenti di Man Ray e Florence Henry, illustra il dopoguerra con Mario Giacomelli e giunge fino agli anni più recenti con i lavori di Luigi Ghirri e Mimmo Jodice. Centinaia di immagini per centinaia di soggetti, dal ritratto al paesaggio, dalla foto di costume alla foto d’arte, firmate da grandi personaggi come Olivo Barbieri, Gabriele Basilico, Walker Evans, Hans Namuth, Nino Migliori, Guido Guidi, Franco Vaccari, Gianni Berengo Gardin, Mario Cresci e tanti altri…
ARTE
Ennio Morlotti
La sterminata raccolta di opere dello Csac rappresenta una panoramica di un secolo, il ‘900, nel quale l’arte ha conosciuto forse il punto estremo della propria libertà formale, sperimentando innumerevoli percorsi creativi, dai contenuti più disparati e dagli esiti spesso opposti.
Si potranno così attraversare stanze nelle quali si trovano giustapposti un dipinto monumentale di Mario Sironi ed un totem astratto di Piero Consagra, una delicatissima scultura figurativa del giovane Lucio Fontana e un vorticoso ritmo geometrico di Carla Accardi, un grande olio di Renato Guttuso dai toni malinconici ed un provocatorio acrilico di Mario Schifano. Rivivere le avventure della nascente Pop-Art e rivedere i momenti più felici dell’Espressionismo astratto, ripercorrere le vicende del Naturalismo e riscoprire i maestri dell’Informale, dai primi anni del Chiarismo fino ai giorni recenti dell’Arte Povera e della Transavaguardia. Da Michelangelo Pistoletto a Toti Scialoja, da Afro a Fausto Melotti, da Alberto Burri a Mario Ceroli, da Enrico Baj a Luciano Fabro, fino ad Alighiero Boetti.
Apertura: tutti i giorni tranne il lunedì (ad eccezione del lunedì di Pasqua)
Orari: 10 -19. Sabato 10 -24 (ultimo ingresso ore 23)
Parma, Palazzo del Governatore (p.zza Giuseppe Garibaldi)
dal 16 gennaio al 25 aprile 2010

Dal 14 gennaio al 4 marzo, al Castello Sforzesco di Milano, va in scena un ciclo di incontri con noti fotografi
Continua con questa seconda parte il terzo ciclo di incontri “Storie di Fotografia”, organizzato dal
Civico Archivio Fotografico e dal Dipartimento di Storia delle Arti, della Musica e dello Spettacolo
dell’Università degli Studi di Milano.
Nato nel 2007 dalla collaborazione tra le due istituzioni, il
ciclo ha presentato diversi studiosi e critici, spesso di fama internazionale, che si sono interessati a
tematiche di confine tra la fotografia e altri linguaggi espressivi. Secondo una formula già
sperimentata nel corso degli anni precedenti, agli incontri di carattere storico con studiosi e critici
dell’arte e della fotografia, fanno ora seguito sei appuntamenti con artisti e fotografi, che
presenteranno, attraverso una conversazione con i curatori del ciclo e con un’ospite, un percorso
sulle tematiche più importanti inerenti il loro lavoro e la loro ricerca.
Calendario delle Conversazioni
14 gennaio 2010 Carla Cerati
28 gennaio 2010 Gabriele Basilico
4 febbraio 2010 Gianni Berengo Gardin
in conversazione con Silvana Turzio
11 febbraio 2010 Antonia Mulas
25 febbraio 2010 Roman Opalka
4 marzo 2010 Cesare Colombo
Tutti gli incontri si tengono presso la Sala di consultazione del Civico Archivio Fotografico del Castello
Sforzesco di Milano alle ore 17.30
L'ingresso è libero fino all'esaurimento dei posti disponibili.

Giovedì 25 Febbraio Diego Mormorio presenta il suo ultimo libro a Bologna
La fotografia è diventata per noi una presenza costante: segna le nostre vacanze, le nostre passeggiate, i momenti particolari. È naturale, dunque, che chi s'incammina sulla strada della meditazione possa ricorrere al linguaggio della fotografia, così come consiglia il monaco zen Thich Nhat Hanh quando dice: "I meditanti sanno da sempre di dover usare i loro occhi e il linguaggio del tempo a cui appartengono per esprimere la propria profonda comprensione".
Sia la tradizione orientale che quella occidentale considerano l'organo della vista la base e l'origine di ogni conoscenza. L'occhio è il centro dell'uomo. Parte da qui Diego Mormorio per riflettere sul rapporto possibile e stimolante tra la pratica della meditazione e l'esercizio del fotografare. Se, come dicono i maestri zen, "meditare è vedere le cose così come sono", allora l'apparecchio fotografico, potenziamento dell'organo della vista, può penetrare più a fondo nell'apparenza delle cose, fino a diventare un vero occhio meditativo.
Mormorio ripercorre la storia dello sguardo nell'arte, mostra le tracce di una possibile concezione zen del linguaggio fotografico nel lavoro di grandi autori del nostro tempo, fino a suggerire pratiche e tecniche utili a vivere la fotografia come un esercizio mentale e spirituale.
"Del resto, non dimentichiamolo, l'obiettivo di chi pratica la fotografia come meditazione è assai più impegnativo del conseguimento di un risultato esclusivamente estetico. È quello di imparare a guardare e di trovare nell'osservazione la più grande scuola di vita, il nostro principale maestro".
Giovedì 25 febbraio ore 19,00
Spazio Labo’ - Centro di Fotografia
Via Frassinago 43/2 c-d Bologna

Andrea Galvani è stato nominato NYU Visiting Artist 2010 dall'Università di New York
Per chi volesse approfondire il lavoro di Andrea Galvani, segnaliamo l'approfondimento a firma di Alfredo Sigolo pubblicato sul numero 2 della rivista Around Photography, pubblicata nell'estate 2004.

Alain Willaume e Simona Ghizzoni presenteranno il loro ultimo lavoro in un incontro pubblico giovedì 11 febbraio a Reggio Emilia
In attesa della quinta edizione di Fotografia Europea, giovedì 11 febbraio, alle ore 21, allo Spazio Gerra di Reggio Emilia il fotografo francese Alain Willaume e la reggiana Simona Ghizzoni incontrano il pubblico per illustrare il loro progetto di ricerca, realizzato nell’ambito del progetto di committenza pubblica SETSE - Seeing European Culture Through a Stranger's Eyes, finanziato dalla Commissione Europea. Condurranno l’incontro Elisabetta Farioli - Direttore Musei Civici e coordinatore Fotografia Europea e Laura Gasparini - responsabile Fototeca della Biblioteca Panizzi e coordinatore progetto europeo SETSE.
Spazio Gerra
p.za XXV Aprile
42121 Reggio Emilia

Michael Dell, per la cronaca il venticinquesimo uomo più ricco del pianeta, acquista l'archivio della Magnum Photos

photo, T. Hoepker, 1966
Tratto da il Sole 24 ore:
Michael Dell, il magnate dell'omonima azienda di computer e hardware da lui fondata in un dormitorio del college nel 1983, ha acquistato attraverso il suo fondo di investimento, per 100 milioni di dollari, parte dell'archivio fotografico della Magnum di New York.
La finanziaria MSD Capital donerà le 185.000 foto per cinque anni -dall'accordo sono esclusi i diritti- all'Harry Ransom Center, un museo dell' Università di Austin in Texas.
Dell che vive a Austin, ha creato il quartiere generale dell'azienda a Round Rock, ha deciso di fare questo omaggio all'ateneo texano che ha frequentato, senza mai laurearsi.
L'archivio dell'agenzia Magnum, fondata a Parigi nel 1947 da Henri Cartier-Bresson, Robert Capa, David "Chim" Seymour e George Rodger, include i lavori datati dal 1930 al 1998 di 103 fotografi. Nella collezione Dell che d'ora in poi verrà messa a disposizione del pubblico per una serie di mostre e di seminari fanno parte immagini mitiche di tutti i momenti che hanno caratterizzato la storia del Novecento: dai celebri scatti di Robert Capa nella Guerra Civile Spagnola a quelli sullo sbarco in Normandia nel D-Day, ai ritratti dei grandi personaggi del secolo, da Gandhi a Marilyn Monroe, da John Kennedy a Mohammed Ali.
Come successo ad altre agenzie famose, anche la Magnum negli ultimi anni ha conosciuto un inesorabile declino: questo accordo probabilmente la mette al riparo da una fine sicura. Per citare un caso italiano recente nel settembre scorso l'agenzia fotografica Grazia Neri è stata messa in liquidazione e ha chiuso la sua attività.(L.B.)
Per informazioni: X
Il giornalista Michele Smargiassi ci invita a visitare il suo nuovo blog incentrato sulla fotografia. Uno tra i più interessanti in circolazione, con varie notizie e curiosità che con intelligenza e ironia sondano il variegato mondo della fotografia

Cari amici che mi conoscete, e cari amici che non conosco ancora,
mi permetto di invitarvi a visitare il mio nuovo blog "Fotocrazia", ospitato da repubblica.it e dedicato alla cultura della fotografia. Lo trovate sulla homepage di repubblica.it, oppure direttamente a questo link: FOTOCRAZIA
L'ho immaginato come la prosecuzione interattiva delle riflessioni avviate nel mio libro "Un'autentica bugia".
Sarebbe splendido se qualcuno di voi avesse voglia e tempo per commentare, contrubuire, criticare le "notizie" che periodicamente posterò. E ancora di più se questo blog potesse entrare in rete con i siti e i blog che molti di voi già curano.
Grazie e scusate per l'intrusione
Michele Smargiassi
la Repubblica

Alla Galleria Betta Frigeri di Modena, un tris di giovani artisti espongono lavori basati sul 'prelievo' fotografico. Dal 23 gennaio, a cura di Luca Panaro
La galleria Betta Frigieri inaugura la programmazione espositiva di questo secondo decennio del Duemila all'insegna della più stretta contemporaneità, analizzando l'influenza esercitata dalle tecnologie informatiche sulla produzione artistica attuale. In mostra le opere di tre autori emergenti ottenute “scaricando” da internet immagini fotografiche e video di varia provenienza, per un'acuta riflessione sul nostro tempo.
L'aspetto che più incuriosisce dei cosiddetti new media consiste paradossalmente nella valorizzazione di aspetti tutt'altro che nuovi, che la migliore arte del Novecento ha cercato disperatamente di dimostrare con i mezzi a sua disposizione. Uno dei più evidenti riguarda l'atto performativo della scelta, che l'artista può compiere indiscriminatamente nei confronti di oggetti o immagini preesistenti nella realtà. Si pensi ai collage di Picasso, ai ready made di Duchamp, i prelievi stilistici di De Chirico, fino all'ingrandimento e alla moltiplicazione applicati da Warhol alle fotografie reperite sui grandi magazine.
Il web non fa altro che potenziare questa possibilità d'azione già intrapresa da molti artisti del passato, mettendo a disposizione una serie di strumenti capaci di prelevare con grande facilità quanto i media hanno registrato nel corso del tempo. Questo atteggiamento è ormai condiviso da tutti coloro che hanno anche solo una minima confidenza con siti internet e motori di ricerca, soltanto l'artista è però in grado di elevare la banalità di un'azione quotidiana in prodotto intellettuale, offrendoci una conoscenza approfondita del nuovo mezzo.
Guido Meschiari (Carpi, 1982) riflette sul potere allusivo della fotografia isolando particolari di video scaricati dal sito internet “Beautiful Agony”, evidenziando come una smorfia di piacere può essere fraintesa per un grido di dolore.
Carloalberto Treccani (Iseo, 1984) dimostra come l'iniziale allarmismo sulla violazione della privacy provocato da “Google Street View”, sia stato arginato dalla partecipazione performativa degli utenti di tutto il mondo.
Naomi Vona (Desio, 1982), invece, mostra i volti di migliaia di persone autopubblicati su “You Tube”; prima imbarazzati, poi sbigottiti e infine disgustati, dopo la visione di un video proibito.
Le opere selezionate per questa mostra presentano una caratteristica comune che le rende ulteriormente interessanti. Pur partendo da immagini reperite online, frutto dell'interazione dell'utente con il sito internet indagato, si manifestano in sede espositiva con tutta la staticità delle più tradizionali fotografie e proiezioni video. L'interazione, che rimane comunque uno degli aspetti più rivoluzionari del mondo informatizzato, può essere dunque temporaneamente “congelata” per offrire una possibilità di uscita dal mondo virtuale, restituendo alle immagini una fruizione più reale.
- Luca Panaro -
Orari d'apertura
mercoledì-sabato 16.00-19.30
Betta Frigieri Arte Contemporanea
via Giovanni Muzzioli 8, 41121 Modena
Per informazioni: X
Alla Galleria San Vitale 41 di Massalombarda (RA) un tris di fotografi emergenti espongono dal 23 gennaio al 14 febbraio

Venerdì 29 gennaio alle ore 18 si svolgerà a Bologna la presentazione di "Gossip", recente pubblicazione sul mondo della moda

A Prato una collettiva sul tema del terrore come esperienza quotidiana
Secondo Platone e Aristotele la filosofia nasce con “Thauma”. Di solito si traduce questa parola greca (e il suo verbo thaumazein) con “meraviglia”. Thauma è anche stupore senza parole, shock ma anche, paura e terrore.
La filosofia nasce con la meraviglia (lo shock, ma anche la paura), che è un pathos, e termina al di là delle parole.
Commentando questa meraviglia-paura iniziale della filosofia, Kierkegaard diceva che si trattava di una esperienza della “non-cosa”.
"A Philosophical Enquiry into the Origin of Our Ideas of the Sublime and Beautiful" (1757) di Edmund Burke parla del “bello” e del “sublime”.
Questo significativo trattato “fisiologico” (come lo definì Kant) “parla” anche e soprattutto della “paura” e del “terrore” come "meraviglia senza parole".
Burke (e poi di seguito tutti gli scrittori di estetica) ci dà una visualizzazione artistica di questa esperienza (pathos) della paura.
Con le avanguardie storiche e con il Modernismo (che spostano la geografia artistica dal bello al sublime) la paura diviene un elemento centrale del linguaggio artistico. La paura (il terrore) diviene un elemento linguistico dell’esperienza artistica.
Il 900 e la contemporaneità “adoperano” dunque la paura (e il terrore) sia come elementi strutturali del “fare e pensare arte”, sia come “riflesso” di una generale condizione psicologica-sociale e politica.
In un altro trattato psichico-fisiologico, “Al di là del principio di piacere” (1920), Freud descrive tre tipi di “paura” : Spavento (Schreck), Paura (Furcht), Angoscia (Angst). Se l’angoscia si pone come una sorta di protezione e preparazione dinanzi al pericolo, la paura e lo spavento descrivono una condizione di “meraviglia” in presenza o in assenza dell’oggetto di cui si ha timore.
In questo caso la psicoanalisi si pone come mondo parallelo a quello filosofico- artistico, in cui la paura è, in ultima analisi, una esperienza della “non-cosa”.
Dal punto di vista sociale e politico basterà pensare alle varie declinazioni della parola terrore, terror, terrorismo, terrorism.
Il desiderio della mostra è quello di mostrare come la paura sia “una forma espressiva” del linguaggio dell’arte contemporanea (a partire dal Modernismo e dalla Modernità) e, contemporaneamente, come questo linguaggio specifico si confronti con quello della società attuale, in cui la “paura” e il “terrore” (e le loro manipolazioni) sono elementi determinanti del nostro essere nel mondo oggi.
Autori in mostra:
FEDERICO BARONELLO
WILLIE DOHERTY
DIANGO HERNANDEZ
OLAF METZEL
GREGOR SCHNEIDER
ERWIN WURM
A cura di Helmut Friedel e Giovanni Iovane
Dal 23 Gennaio al 13 Marzo
galleria gentili
via del carmine 11
Prato
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Per chi volesse approfondire alcuni degli autori in mostra, ricordiamo gli articoli usciti al riguardo sulla rivista "Around Photography".
In particolare segnaliamo i numeri 2 e 3 (usciti rispettivamente nel luglio e nell'ottobre 2004) per quanto riguarda Erwin Wurm, e il numero 8 (pubblicato nel gennaio 2006) in cui compare un approfondimento su Willie Doherty.

Il 16 dicembre inaugura al Macro di Roma una personale su Urs Lüthi a cura di Luca Massimo Barbero. Tra i lavori esposti anche le note serie fotografiche dell'artista svizzero


Dal 12 dicembre al 28 febbraio il Fotomuseo Giuseppe Panini di Modena espone oltre 100 foto dell'artista ceco Jindřich Štyrský risalenti al 1934-35

Manichini, cimiteri, fiere, vetrine di negozi, oggetti curiosi e bizzarri decontestualizzati e proiettati in una dimensione onirica. La mostra “Jindřich Štyrský: On the needles of these days. Fotografie 1934-1935” presenta una selezione che offre uno sguardo sulla produzione fotografica dell’artista ceco, uno dei fondatori del Gruppo Cecoslovacco dei Surrealisti.
Anche se ha utilizzato principalmente la pittura come mezzo espressivo, Štyrský è stato anche scenografo, disegnatore, poeta e fotografo.
Gli scatti di Štyrský, tutti provenienti dal Museo di Arti Decorative di Praga - che custodisce la più completa collezione fotografica specializzata della Repubblica Ceca - catturano soggetti apparentemente banali della vita quotidiana, dove la presenza umana è sempre solo intuita e percepita, mai visibile: vetrine di negozi e collezioni eterogenee di oggetti bizzarri che vanno da dispositivi protesici e attrezzature per parrucchiere, a particolari di attrazioni da fiera, a foto di cimiteri di Parigi e di altre città. Gli oggetti in sé, o il loro raggruppamento dispari, assumono un carattere chimerico e quasi stregato.
Le immagini di Štyrský sono apparizioni che si manifestano come in un sogno, dove i collegamenti tra gli oggetti sono apparentemente illogici e si spiegano solo alla luce delle interpretazioni Freudiane, mutuate in arte da André Breton, padre del Surrealismo francese, a cui quello Ceco è profondamente collegato.
E’ infatti nel sogno e che si libera l’inconscio dando vita a un linguaggio che procede per libere associazioni e automatismi, che creano visioni apparentemente illogiche ma che fanno riferimento ai più profondi desideri. In questa ricerca troviamo stimoli derivati da Man Ray, nonché dall'opera di Eugène Atget, che affascinò diverse generazioni di autori della fotografia europea.
La mostra è accompagnata da frammenti poetici sciolti di Štyrský, pubblicati postumi nel 1946.
Un anno prima della morte di Štyrský, nel 1941, viene predisposta una versione illegale di "Sugli aghi di questi giorni", comprendente una selezione dai suoi cicli fotografici degli anni ’30, accompagnata da testi del giovane poeta Jindřich Heisler. Un’edizione legale del libro, da cui è tratto il titolo della mostra, apparirà solo dopo la guerra per poi essere nuovamente censurato in seguito all’occupazione comunista della Cecoslovacchia nel 1948, insieme alle altre sue pubblicazioni e a tutto il movimento Surrealista.
A cura di: Jan Mlčoch e Lucie Vlčková – Museo di Arti Decorative di Praga
In collaborazione con: Chiara Dall’Olio e Roberta Russo – Fotomuseo Panini
Inaugurazione: 12 dicembre 2009 ore 11
fino al 28 febbraio 2010
Modena, Fotomuseo Giuseppe Panini, via Giardini 160
martedì-venerdì 9.30-12/15-17; sabato, domenica e festivi 10-13/15-19
25 dicembre e 1 gennaio 15-19
Ingresso: gratuito

Giovedì 10 dicembre, al Museo d'Arte Moderna di Bologna, Nino Migliori, Roberto Maggiori e Marisa Vescovo presentano la nuova pubblicazione dell'Editrice Quinlan

il MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna presenta due nuovi cicli di incontri che analizzano il patrimonio dell'Istituzione: le uscite editoriali dedicate ai protagonisti della Collezione Permanente e le ricerche inedite di giovani studiosi.
Gli incontri dal titolo "La Collezione: i protagonisti", prevede presentazioni di uscite editoriali firmate da studiosi, critici ed esponenti del mondo accademico volte a sottolineare i punti salienti della Collezione Permanente del MAMbo, attualmente in mostra presso il Museo.
Gli incontri sono pensati come delle conferenze che attraverso l'analisi specifica dei temi trattati nel volume presentato si focalizzano su singoli capitoli della storia dell'arte del secondo Novecento in Italia e sui suoi protagonisti.
Giovedì 10 dicembre alle ore 18,30, sarà la volta di "Nature inconsapevoli", recente pubblicazione dell'Editrice Quinlan. Interverranno all'incontro Nino Migliori con Marisa Vescovo e Roberto Maggiori autori dei testi critici presenti nel libro.
Tutti gli appuntamenti sono ad ingresso gratuito e si svolgono presso la Sala Conferenze del MAMbo.
Per informazioni: X
La biblioteca del Museo di Fotografia Contemporanea presenta un incontro con il noto fotografo e collezionista Martin Parr. Tema: l'editoria fotografica

Martin Parr
L'incontro si svolgerà Sabato 28 novembre nelle Sale delle Quadrerie, presso la sede del Museo, dalle ore 11 alle 19.
La conferenza sarà introdotta da Roberta Valtorta, direttore scientifico del Museo di Fotografia Contemporanea, e da Carole Simoneti, responsabile della biblioteca e della mediateca. In contemporanea, nella stessa struttura si terrà una Mostra Mercato di fotolibri rari e da collezione.
MUSEO DI FOTOGRAFIA CONTEMPORANEA
Villa Ghirlanda, via Frova 10
Cinisello Balsamo - Milano

Giovedì 3 dicembre alle 18.30 inaugura a FORMA "La musica del caso". Un Omaggio a Willy Ronis che sarà esposto alla galleria Milanese fino al 10 gennaio

Nato nel 1910, figlio di emigrati ucraini in Francia, Ronis ci ha lasciato nel settembre 2009, novantanove anni di vita e oltre settanta di fotografia.
Come i suoi amici Robert Doisneau e Edouard Boubat, Ronis aveva fatto della strada il palcoscenico privilegiato dove assistere e registrare ogni variazione significativa di quello spettacolo sorprendente che è la vita quotidiana. Il suo bianco e nero ha raccontato l’evoluzione di un paese, la Francia, e di una città, Parigi, durante gli anni del Fronte Popolare, della Guerra, del dopoguerra fino agli anni più recenti. Ma il suo bianco e nero è riuscito anche a fermare, in questo lungo nastro temporale, una serie di momenti significativi, di attimi irripetibili in cui le forme sembrano riuscire a comporsi, di fronte al suo obiettivo, con una grazia speciale.
Con falsa modestia, sosteneva che le sue foto le avrebbe potute scattare chiunque, che erano tutte nate “sul filo del caso”. Invece, solo il suo sguardo sapeva dosare immediatezza e attesa, ironia leggera da flaneur parigino e profondità da filosofo.
Per la prima volta a Milano, sessanta immagini della sua lunga produzione ci permettono di rintracciare questo sguardo.
FORMA Centro Internazionale di Fotografia
Milano, Piazza Tito Lucrezio Caro, 1
Dal 4 dicembre al 10 gennaio 2010
Tutti i giorni dalle 10 alle 20
Giovedì e Venerdì fino alle 22
Chiuso il Lunedì








