AROUND PHOTOGRAPHY
EDITRICE QUINLAN
RISORSE

[GIOVANNI ZAFFAGNINI]
[A CIELO APERTO]
[Nel paesaggio rurale della Bassa Romagna]
Zaffagnini ci mette davanti quel che facciamo finta di non riconoscere: il paesaggio che abbiamo creato, specchio di noi stessi, consumisti e consumatori, turisti superficiali, automobilisti frettolosi.
Giovanni Zaffagnini dalle ricerche etnografiche degli anni settanta è passato successivamente alla fotografia di paesaggio, con particolare attenzione agli spazi urbani e all’ambiente. Nel 1986, su progetto di Gianni Celati, è stato fra i curatori della mostra itinerante e del volume Traversate del deserto (Essegi Editore).
Tra le mostre alle quali ha partecipato come fotografo ricordiamo: L’insistenza dello sguardo, fotografia italiana 1839-1989 (a cura di P. Costantini e I. Zannier, Venezia, Palazzo Fortuny, 1989); La matière, l’ombre, la fiction (a cura di J.C.Lemagny, Paris, Galerie Colbert, 1994); Modena per la fotografia (a cura di W. Guadagnini, Modena, Palazzina dei giardini, 1997); 32 Italian Photographers: A tribute to Phyllis Lambert (Montreal, Canadian Centre for Architecture, 1999); Pensèes Sauvages (Sceaux, La Galerie du Petit Chateau, 2003); Herbolarium (Bari, Castello Svevo, 2004); Architettura in Emilia-Romagna nel secondo Novecento (a cura di M. Lupano e P. Orlandi, Bologna, Galleria d’Arte Moderna, 2005); Un Po di particolari (Blue project, Vila Real de Santo Antonio, Portugal, 2007); Tecla (Bolzano, Galleria Foto-forum, 2008); Sembianze (a cura di R. Maggiori e I. Zannier, Rep. di San Marino, Museo San Francesco, 2011).
Le sue fotografie sono inoltre presenti nelle seguenti collezioni: Bibliothèque Nationale de France, Paris; Canadian Centre for Architecture, Montreal; Galleria Civica, Modena; Istituto per i Beni Culturali della Regione Emilia-Romagna, Bologna; Archivio Italo Zannier, Venezia.
Edizione bilingue italiano/inglese con un testo critico di Piero Orlandi.
© EDITRICE QUINLAN
[SCHEDA TECNICA]
ANNO DI PUBBLICAZIONE > 2011
PAGINE > 72
IMMAGINI > 50
FORMATO > 21x28 cm cm
PREZZO > 19 euro
CODICE ISBN > 978-88-906526-0-8
DISTRIBUTORE > www.apeironbookservice.com


[PAOLO GIOLI]
[NATURÆ]
[A cura di Giacomo Daniele Fragapane]
Una accurata selezione di immagini erotiche realizzate da Paolo Gioli tra la fine degli anni Settanta e i nostri giorni affianca i due densi scritti introduttivi, di Giacomo Daniele Fragapane e Marc Lenot, dedicati a questo tema nodale nella produzione di un autore da molti ormai considerato tra i maggiori fotografi (e filmaker sperimentali) contemporanei. La sezione centrale del libro presenta invece un recente lavoro di Gioli, un ciclo di Polaroid – l’ultimo realizzato dopo la cessazione dell’attività da parte della Polaroid Corporation – ottenute con una grande camera ottica di fabbricazione artigianale, senza otturatore. Le immagini raffigurano una serie di nudi femminili. La superficie sensibile è trattata con diverse tecniche tipiche della produzione del fotografo (pressioni, sfregamenti, tagli, segnature luminescenti, trasferimenti) e poi talvolta coperta nella metà superiore con uno “schermo” di pittura acrilica. Qui la materia pittorica coprente si raggruma a mimare il sesso fotografato nella parte bassa dell’immagine, un gesto paradossale e ambiguo, che sposta e fa riemergere l’oggetto censurato nel luogo stesso della sua rimozione. L’ultima sezione del volume presenta le traduzioni in inglese dei saggi introduttivi e – sempre in versione bilingue – gli apparati critici del libro: biografia, bibliografia e legenda delle immagini, quest’ultima indispensabile per comprendere le peculiari tecniche sperimentate, e in qualche caso inventate, da Gioli.
Paolo Gioli nasce a Sarzano (Rovigo) nel 1942. La sua opera fotografica costituisce un episodio del tutto particolare e sostanzialmente unico nel panorama internazionale, anche per via del profondo lavoro di congiunzione, perseguito nel tempo, tra i processi estetici e teorici della fotografia, del cinema e delle belle arti. Il materiale Polaroid – spesso insieme all’utilizzo della tecnica stenopeica – gioca in tutto ciò un ruolo molto importante. Gioli è infatti probabilmente l’autore che più a lungo e con maggiore intensità ha lavorato ad approfondire le molteplici possibilità espressive del processo inventato da Edwin Land. Tra i suoi lavori storici più importanti vanno almeno ricordati: Nudi telati (1979), Omaggio a Hippolyte Bayard e Cameron Obscura (1981), Omaggio a Nièpce (1983-89), Natura Obscura (1986-87), Autoanatomie (1987), Maschere (1988-90), Sconosciuti (1994), Torsi (1997), Immagini luminescenti (2007).
Edizione bilingue italiano/inglese con testi critici di Giacomo Daniele Fragapane e Marc Lenot.
© EDITRICE QUINLAN
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[SCHEDA TECNICA]
ANNO DI PUBBLICAZIONE > 2011
PAGINE > 128
IMMAGINI > 61 B/N e colore
FORMATO > 21x26 cm
PREZZO > 32 euro
CODICE ISBN > 978-88-903232-9-4
DISTRIBUTORE > www.apeironbookservice.com


[ITALO ZANNIER]
[SEMBIANZE]
[La fotografia tra realtà e apparenza]
Zannier si sofferma su autori storicizzati e contemporanei
che hanno prodotto immagini esemplari nel rappresentare
l’ambiguità della realtà tradotta fotograficamente. Le numerose
illustrazioni, di generose dimensioni e ottima qualità di stampa,
sono accompagnate da brevi testi che, con tono discorsivo
e intento divulgativo, sottolineano come la componente
mistificatoria dello strumento fotografico, oggi palesata dalla
tecnologia digitale, fosse in verità una parte costitutiva del
medium, già presente nella fotografia analogica.
Le immagini che iniziano questo “racconto”, partono così dagli
esperimenti dei “padri fondatori”: dalla prima storica eliografia
realizzata da Niépce nel 1826, al “fantasmatico” dagherrotipo
Le Boulevard du Temple di Daguerre; dalla finta istantanea dei
Woodcutters di Talbot, all’Autoportrait en noyé del protoperformer
Bayard; per continuare a oltranza con numerosi altri esempi
succedutesi nei decenni, come le manifeste fotocomposite di
Henry Peach Robinson, le Verifiche di Ugo Mulas, i travestimenti di
Cindy Sherman, le photoshoppate di Jeff Wall e via discorrendo...
Italo Zannier si è impegnato nell’insegnamento universitario
dal 1971, ha collaborato con diverse riviste e curato i periodici “Fotologia” e “Fotostorica”. Insignito di varie onoreficenze, è membro
della Société Européenne d’historie de la photographie e ha ricevuto nel 2004 la laurea honoris causa in Conservazione dei Beni
Culturali all’Università di Udine. Ha collaborato a diverse esposizioni internazionali, tra le quali: Paesaggio mediterraneo, Siviglia,
Expo, 1992; The Italian metamorphosis, New York, Guggenheim Museum, 1994; L’io e il suo doppio. Cent’anni di ritratto fotografico
in Italia, Venezia, Biennale, 1995; Il furore delle immagini Dall’Archivio di Italo Zannier, Venezia, Fondazione Bevilacqua La Masa,
2010; è inoltre responsabile della sezione fotografica del Padiglione Italia della 54esima Biennale d’Arte di Venezia (2011). Tra
i numerosi saggi pubblicati ricordiamo: Storia e tecnica della fotografia (1982); Storia della
fotografia italiana (1986); L’occhio della fotografia (1988); Architettura e fotografia (1991); Il sogno della fotografia (2006); Alle
origini della fotografia scientifica (2008).
Con un'introduzione di Roberto Maggiori e fotografie di autori come: Joseph Nicéphore Niépce, Jaques Mandé Daguerre, Henry Fox Talbot, Gustave Le Gray, Hippolite Bayard, Oscar Gustav Rejlander, Henry Peach Robinson, Jeff Wall, Olivo Barbieri, Giorgio Barrera, Gianantonio Battistella, Fratelli Alinari, Frances Griffiths, Gianni Berengo Gardin, Roberto Bossaglia, Piergiorgio Branzi, Cesare Colombo, Cuoghi Corsello, Mario Cresci, Mario De Biasi, Franco Fontana, Maurizio Galimberti, Andrea Galvani, Ugo Mulas, Marcello Galvani, Luigi Ghirri, Paolo Gioli, Guido Guidi, Mimmo Jodice, Giorgio Lotti, Federico Maddalozzo, Hiroyuki Masuyama, Nino Migliori, Paolo Monti, Paul Nadar, Carlo Naya, Luca Maria Patella, Pietro Melecchi, Antonio Pauletta, Mario Giacomelli, Roberto Salbitani, Fabio Sandri, Alessandra Spranzi, Pio Tarantini, George Tatge, Davide Tranchina, Paolo Ventura, Hiroshi Sugimoto, Giovanni Zaffagnini, Italo Zannier, Fulvio Roiter, Sam Taylor-Wood, Richard Prince, Cindy Sherman, e alcuni autori anonimi provenienti dalla collezione Zannier.
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[SCHEDA TECNICA]
ANNO DI PUBBLICAZIONE > 2011
PAGINE > 136
IMMAGINI > 143 B/N e colore
FORMATO > 21 x 30 cm
PREZZO > 32 euro
CODICE ISBN > 978-88-903232-8-7
DISTRIBUTORE > www.apeironbookservice.com


[NINO MIGLIORI]
[IL PASSATO È UN MOSAICO DA INCONTRARE]
[Ritorno agli anni Cinquanta]
Tra il 1950 e il 1959 il fotografo bolognese Nino Migliori esplora l’Italia attraverso l’obiettivo della sua macchina fotografica interessato alla realtà sociale finalmente accessibile e registrabile, dopo le censure del Ventennio. L’intento non è di denuncia né la ricerca di “facili” scorci pittoreschi, per l’autore si tratta di un’occasione – l’ennesima – per la sua incessante sperimentazione che lo vede coinvolto nel rinnovamento del linguaggio fotografico per oltre sessanta anni, dal 1948 in poi.
Il nome di Migliori è spesso associato a questa ansia di ricerca e curiosità sugli elementi fondanti della fotografia, curiosità che negli anni lo porterà a sperimentare le astrazioni dell’“off camera”, la manipolazione delle Polaroid, le sovraimpressioni, i fotomontaggi e quant’altro, senza mai tralasciare completamente la componente figurativa della fotografia che ritorna a intervalli regolari nel suo lavoro.
E’ il caso di questa personale presso il Salone Centrale del Vittoriano a Roma, in cui saranno esposte circa cento fotografie, tra cui numerosi inediti, del periodo generalmente denominato neorealista. A prescindere dalla grossolana classificazione delle etichette, la lettura del genere fatta da Migliori è originale e sui generis. L’incontro con le “genti” del sud, del nord, dell’Emilia e del Delta, offrono all’autore un pretesto per mettere in scena, a ben vedere, alcuni elementi che si riscontreranno pienamente nelle arti visive solo a partire dalla successiva stagione culturale degli anni ’60. Dopo un iniziale e breve approccio formalista al tema, Migliori si fa infatti più sagace fino ad accennare questioni che saranno proprie della Pop Art e soprattutto di certa concettualità analitica, quella che volge contemporaneamente lo sguardo al soggetto e all’oggetto, alla realtà ripresa e al linguaggio che la rappresenta.
In questo Migliori sembra più vicino al punto di vista di certi autori nord americani, piuttosto che alla congerie europea che all’epoca dibatteva ancora tra le necessità di un documento formale – lirico diranno certi, suggestionati dall’estetica di Benedetto Croce – o didascalicamente giornalistico, sociale e finanche politico. Certo l’approccio di Nino Migliori è stato in questo caso meno rigoroso di quello di un Walker Evans o dei suoi epigoni della Farm Security Administration, ma proprio per questo originale e portatore di una certa sintesi tra le istanze “umaniste” e quelle più algide dello “stile documentario”.
Con questa pubblicazione Migliori da alla luce la più ampia rassegna "Neorealista" da lui mai pubblicata, composta in gran parte da immagini inedite. Arricchiscono il volume i testi critici di Roberto Maggiori e Marisa Vescovo in edizione bilingue italiano/inglese.
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[SCHEDA TECNICA]
ANNO DI PUBBLICAZIONE > 2010
PAGINE > 264
IMMAGINI > 238 illustrazioni in b/n
FORMATO > 24 x 30 cm
PREZZO > 39 euro
CODICE ISBN > ISBN 978-88-903232-7-0
DISTRIBUTORE > www.apeironbookservice.com


[PEGGY IN VENICE]
[PHOTOGRAPHED BY NINO MIGLIORI]
Sul finire degli anni Cinquanta, Peggy Guggenheim si fa ritrarre da Nino Migliori tra le mura domestiche di Palazzo Venier dei Leoni, in quello che, subito dopo la sua morte, sarebbe diventato il Museo Guggenheim di Venezia. Inseguendo la sua vivace curiosità intellettuale, Nino Migliori in quegli anni sosta a lungo nell’ambiente veneziano, frequentando artisti come Emilio Vedova, Tancredi Parmeggiani, Giuseppe Santomaso e occasionalmente anche Peggy Guggenheim, che era il perno attorno al quale gravitava gran parte del movimento astrattista italiano del secondo dopoguerra.
Migliori è tra i pochi che con le sue sperimentazioni off camera della fine degli anni ‘40 potrebbe appieno essere definito un fotografo “espressionista astratto”, capace di raggiungere attraverso la specificità degli elementi fondanti e costitutivi della fotografia un’astrazione davvero pura e dunque vicina alla sensibilità modernista che impregna la collezione del Guggenheim veneziano. Ciò nonostante, nel 1958, arriva di fronte a Peggy passando per la porta schiettamente fotografica della figurazione.
È così che nascono queste raffinate fotografie in bianco e nero che raffigurano Peggy Guggenheim nella sua amata magione veneziana, tra le pareti intime di quegli ambienti a lei quotidiani, con alcuni dei suoi oggetti personali che si stagliano sullo sfondo come frammenti d’esistenza e testimonianza della sua lungimiranza nell’ambito della cultura artistica d’avanguardia. Eccola così presentarsi in queste immagini con degli incredibili “biglietti da visita” che incorniciano la sua figura: dalla testiera del letto, realizzata da Alexander Calder, ai primi dripping di Jackson Pollock – al tempo appena intravisti in Italia – fino ai vari Braque o Brancusi, esposti con invidiabile nonchalance.
La pubblicazione contiene un saggio di Roberto Maggiori e interventi di Nino Migliori e Philip Rylands, direttore della Peggy Guggenheim Collection. L’edizione è bilingue: italiano/inglese.
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[SCHEDA TECNICA]
ANNO DI PUBBLICAZIONE > 2010
PAGINE > 36
IMMAGINI > 20 illustrazioni in b/n
FORMATO > 24 x 17 cm
PREZZO > 9,90 euro
CODICE ISBN > ISBN 978-88-903232-6-3
DISTRIBUTORE > www.apeironbookservice.com

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