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CITAZIONI

Settembre 2010...

In questo spazio pubblichiamo ogni mese una citazione, tratta dalla stampa, da dichiarazioni o da pubblicazioni di autori internazionali che si esprimono su questioni attuali relative alla fotografia, all'arte, alla cultura.



SETTEMBRE 2010
Questo mese, come ogni anno, si svolgerà a Savignano sul Rubicone il noto SI Fest, riproponiamo allora come citazione del mese l'emblematica frase di Italo Calvino che gli organizzatori hanno pubblicato nella home page della manifestazione:

"Scoprire il Nuovo Mondo era un'impresa ben difficile, come tutti abbiamo imparato. Ma ancora più difficile, una volta scoperto il Nuovo Mondo, era vederlo, capire che era nuovo, tutto nuovo, diverso da tutto ciò che ci s'era sempre aspettati di trovare come nuovo. E la domanda che viene naturale farsi è: se un Nuovo Mondo venisse scoperto ora, lo sapremmo vedere?"




AGOSTO 2010
Il noto gallerista Massimo Minini, ha pubblicato quest’anno un gustoso libriccino intitolato Massimo Minini. Mai scritti, qui è inserito anche un intervento intitolato “Supermarché” che Minini ha letto pubblicamente durante un convegno tenutosi il 24 maggio 2008, nell’ambito del Festival d'arte contemporanea di Faenza
Citiamo alcuni interessanti passaggi:

"Di cosa si occupa l’arte oggi? Ma dell’arte, diamine, in una euforia introspettiva in una baldanza tautologica, che alla fine ha posto l’accento sul sistema dell’arte, facendolo assurgere a tema unico, protagonista, scopo e fine. Nelle Accademie si insegna come sfangarla, come fare a farcela, si spiega come funziona il gioco nelle sue mille sfaccettature.
E qualche artista più intelligente è riuscito a farne un tema credibile, fondato, una riflessione sul sistema ed i suoi limiti o difetti, un tema su cui ridere o piangere.
In queste ambasce il Mercato – ma quello con la M maiuscola – si è presentato come il garante, il mèntore, e come il Gatto e la Volpe di Pinocchio propone di piantare gli zecchini d’oro nel campo dei miracoli. [...] si compera col naso e con le orecchie più che con gli occhi ed il cervello. Diciamo – per essere generosi – che prezzo e valore sono due variabili momentaneamente indipendenti. Il Mercato non è il Male assoluto, ha molto aiutato lo sviluppo. [...] Ma oggi il Mercato è non solo un aiuto, ma lo scopo primo dell’utilizzo. [...]
Tutto questo attiene al sistema occidentale che, dopo una fase di benessere e sviluppo, sta mangiandosi il Mondo, divenuto ormai piccolo e le sue risorse. La corsa pazza all’artemercato fa il paio, in piccolo, con quella corsa agli armamenti, all’acqua, al petrolio, alle produzioni di merci che stanno invadendo il nostro orizzonte. Il mondo vivente è danneggiato dalle attività produttive, ormai è evidente, e l’arte nella sua fase virulenta di iperproduzione, aggiunge pena, invece che toglierne, invece di essere una medicina.
Ovviamente visto il pulpito questa non è una critica alle gallerie ed al mercato, ma all’irrompere del supermercato. Un mercato è importante e riesce persino ad autoregolarsi, come dicono i liberisti, se ci si limita alla “modica quantità“ come per l’alcool. Oltre certi limiti si perde il controllo ed il sistema si avvita, in un’orgia tra l’autocelebrativo ed un inconsapevole 'cupio dissolvi'. [...]
il Mercato, inteso in questo senso e con le dimensioni attuali è di fatto lo sfruttamento sistematico della frattura tra gli uomini e la loro cultura. [...] La società di massa (l’Avanguardia di massa) ha prodotto non solo l’immondizia per i clienti, ma ha prodotto – e plasmato – anche i clienti ´(e questa l’ho presa da Adorno...)."





LUGLIO 2010
Alessandro Bergonzoni ha recentemente pubblicato un video sul sito repubblica.it in cui si rivolge alle coscienze assopite di quegli spettatori che cercano nella cultura svago e intrattenimento piuttosto che crescita intellettuale, pensiero. E' un breve, ma intenso, appello che prende spunto dalla chiusura del teatro Duse di Bologna per interrogarsi sulla decadenza attuale di tutto il sistema artistico, culturale e sociale del nostro paese.
Per vedere e ascoltare il monologo cliccate sull'immagine sottostante:






GIUGNO 2010
Questo mese riportiamo una traccia audio con un'interessante scambio di battute tra Marcello Jori e Franco Vaccari che all'ultima edizione di Arte Libro hanno affrontato il tema della fruizione dell'opera d'arte, sfatando efficacemente i luoghi comuni sull'argomento:






MAGGIO 2010
Continuiamo per immagini con uno still tratto dal film dell'artista Oliver Ressler intitolato "What is Democracy":






APRILE 2010
Questo mese lasciamo spazio a un recente e loquace lavoro degli artisti Cuoghi Corsello:






MARZO 2010
Poco più di un anno fa Electa ha pubblicato un bel saggio di Oliver Lugon intitolato "Lo stile documentario in fotografia. Da August Sander a Walker Evans 1920 -1945". Visto il ritorno in auge di tematiche inerenti lo "stile documentario", rispolveriamo la nota massima di Walker Evans in grado di sintetizzare il senso di questo discorso:

"Documentaria è la fotografia della polizia scattata sul posto di un delitto. Quello è un documento. Vedi bene che l’arte è senza utilità, mentre un documento ha un’utilità. Per questo l’arte non è mai un documento, ma può adottarne lo stile. È quello che faccio io."




FEBBRAIO 2010
Lo scorso ottobre è uscita la ristampa italiana del noto saggio "L'atto fotografico" di Philippe Dubois, edito dalla casa editrice QuattroVenti di Urbino. All'inizio del libro l'autore introduce il discorso riportando un'emblematica citazione di Denis Roche che ci sembra interessante riproporre in quanto sintesi efficace di cosa sia in effetti una fotografia:

" Ciò che si fotografa è il fatto che si scatta una foto".




GENNAIO 2010
Nel numero 10 della rivista "Around Photography", uscito nel novembre 2006, Roberto Maggiori rispondeva alla domanda "cos'è una buona fotografia?" postagli da una lettrice. Ecco la risposta:

"Sarò sintetico per quanto possibile, nonostante la domanda richieda diverse risposte approfondite.
Parlo di risposte perché la domanda corretta non dovrebbe limitarsi a “cos’è una buona fotografia”, ma per chi e per che cosa e anche dove e quando una fotografia è “buona”?
Didascalicamente parlando, una buona fotografia è quella che si incarica di rappresentare e sviluppare al massimo grado le istanze più urgenti del presente, anticipandone gli esiti futuri in modo emblematico. Tutto ciò attraverso la proposta di un punto di vista, di una presenza o anche di una assenza, di un fenomeno o anche di un noumeno, purché si tratti di situazioni generate sempre e comunque dalla problematicità insita in un’impronta concreta del reale e non da un metaforico parto dell’immaginazione.
Una buona fotografia non è dunque questione di formalismo o incuria compositiva, di nitidezza o di flou, di messa in posa o istantanea, di bianco e nero o colore, di analogico o digitale, e così via, ma di “semplice” registrazione visiva – più o meno manipolata – apprezzabile in qualche modo da una data cultura funzionalmente all’uso, direbbe Wittgenstein.
Non esiste dunque uno specifico fotografico buono per tutte le occasioni, ma esistono diverse specificità che di volta in volta, a secondo delle sollecitazioni culturali di una data epoca, il fotografo e la macchina fotografica si incaricano di mettere in opera rinnovando ed ampliando le potenzialità di questo medium e le sue produzioni che si sedimentano nel tempo trasformandosi in specchi, non necessariamente cristallini, della memoria.
Forse una fotografia è allora buona quando offre il fascino ambiguo e sempre ridefinibile di un’immagine che non è mai completamente reale né esclusivamente immaginaria; attraverso una 'tranche de vie' o l’impronta di ciò che è stato o potrebbe essere stato..."





DICEMBRE 2009
Questo mese estrapoliamo un interessante intervento di Nino Migliori a proposito del mercato della fotografia d'autore. Il frammento è estratto da una lunga intervista rilasciata a Claudio Marra, uscita sul numero 12 della rivista Around Photography International.

"In Italia il mercato della fotografia è un terreno minato, pieno di inciampi e trabocchetti, perché risente del ritardo ideologico nei suoi confronti. Solo da poco tempo si considera la fotografia una forma artistica importante.
Cito a questo proposito velocemente alcuni nodi che richiederebbero in realtà molto spazio e molto contraddittorio. Tanto per cominciare la dualità fotografo-artista e artista-fotografo. E’ una differenziazione che fa spendere parole su parole solo da noi per giustificare il prezzo più o meno elevato di un lavoro. Se l’opera è buona, ci importa sapere se chi l’ha realizzata è più fotografo o più artista? E poi è un quesito da porsi? Esiste il pittore-artista o l’artista pittore?
Sono inoltre contrario alle tirature, alle copie numerate. Perché limitare una stampa quando tecnicamente una fotografia può essere riprodotta “n” volte - Benjamin docet -, analogica o digitale che sia? E’ solo il mercato che richiede di sapere il numero di copie per stabilirne il prezzo in base appunto alla quantità. Ma se decido di fare un’edizione numerata di una mia fotografia e poniamo che decida di fare una tiratura di 25 esemplari nel formato 30x40 e poi un’altra di 25 nel formato 40x50 e poi un’altra ancora di 15 nel formato 50x60 e così via, alla fine so quante copie ci sono per ogni formato, ma non quante ce ne sono complessivamente sul mercato. Insomma ha valore l’immagine o la carta sulla quale viene stampata? Inoltre spesso la tiratura non viene fatta in una volta sola per cui in realtà fra una copia e l’altra ci possono essere delle differenze dovute alla modificazione della temperatura degli acidi o al loro utilizzo o al cambiamento della carta, proprio recentemente abbiamo assistito alla chiusura di ditte che producevano materiale fotografico.
Un altro dilemma: c’è chi allega o “biffa” il negativo per comprovare l’impossibilità di ulteriori stampe. Ma se io, con l’utilizzo del cavalletto, scatto per esempio 36 fotogrammi identici di una sedia e ad ogni stampa allego il rispettivo negativo, di ognuna di queste esiste uno solo o trentasei esemplari? E ripeto ancora: ha valore il soggetto rappresentato o l’unicità dovuta alla biffatura del negativo? Diverso, anzi di segno opposto, è il caso in cui il lavoro non ha un negativo come per esempio le ossidazioni o le polaroid. Queste sono fotografie a tutti gli effetti, ma non presentano lo statuto della riproducibilità; in questo caso ci troviamo di fronte a dei veri e propri unicum.
Per superare questi problemi credo che la cosa migliore sia dare ogni volta il maggior numero di indicazioni possibili. Io fornisco una serie di informazioni: il nome dello stampatore, della carta, degli inchiostri, il formato, la data di stampa, quante copie ne sono state fatte in quel giorno. Sappiamo benissimo quanto questi elementi che fanno parte dello specifico fotografico ne influenzino il risultato finale. Il collezionismo ne trarrebbe ulteriore vantaggio perché è come per l’editoria, per fare un esempio estremo, la differenza tra la Bibbia stampata da Guttemberg e quella stampata da Manunzio."





NOVEMBRE 2009
Nel 2003, un anno prima della sua morte, Susan Sontag è tornata a parlare di fotografia e mass-media, in particolare dei reportage strazianti trasmessi o pubblicati. Il libro in cui l'eclettica autrice espone queste riflessioni è ovviamente Davanti al dolore degli altri e da qui estrapoliamo la citazione di questo mese.
In un passaggio del libro la Sontag accusa la televisione che con il suo instabile flusso di informazioni, talmente mobile e saturo, impedisce una reale presa di coscienza dei fatti tragici presentati. Ciò non toglie comunque una loro possibile capacità di interrogare le coscienze, purché l'astrazione del dolore si trasformi in una contestualizzazione attenta dei fatti e non in una generica compassione:

"Sarebbe meglio mettere da parte la compassione che accordiamo alle vittime della guerra e di politiche criminali per riflettere su come i nostri privilegi si collocano sulla carta geografica delle loro sofferenze e possono - in modi che preferirremmo non immaginare - essere connessi a tali sofferenze, dal momento che la ricchezza di alcuni può implicare l'indigenza di altri".




OTTOBRE 2009
Continuiamo con un emblematico titolo di un lavoro di Marzia Migliora, esposto dal 2 ottobre al 22 movembre presso il Palazzo Reale di Milano, che è a sua volta una citazione di Roland Barthes:

"Quelli che trascurano di rileggere si condannano a leggere sempre la stessa storia."




SETTEMBRE 2009
Cominciamo con un'interessante dichiarazione di Barbara Rose, la nota critica e storica dell'arte statunitense che prima dell'estate parlando del Sistema dell'Arte ha dichiarato al Corriere della Sera, in un articolo a firma di Gianluigi Colin:

"Siamo in mano al marketing, nient'altro. Viviamo il tempo dei valori falsi, confezionati per gente incolta e ignorante. Il problema è la distruzione totale del mercato dell'arte che non ha nulla a che fare con la qualità di un'opera. Oggi esiste solo la manipolazione del mercato controllata dalle case d'asta, ma ancor più dalla pubblicità, dai libri e dai critici pagati, dalle feste mondane e dai musei. Si, i musei sono il vero problema, certificano la qualità quando non c'è nient'altro che moda, scandalo e spettacolarizzazione."

E ancora riferendosi all'Europa:

"La crisi viene dal fatto che i ricchi non hanno cultura e i colti non hanno soldi. Viviamo un mondo che non permette lo sviluppo del gusto. Oggi l'intelligenza, l'etica, l'estetica contano poco."


ITALO ZANNIER FOTOGRAFO. 1957-2007 DAGLI INTERNI FRIULANI AL KITSCH NELLE CITTA'
Alla Fondazione Balestra di Longiano (FC), nell'ambito del SI Fest, un'esposizione delle fotografie realizzate dal noto studioso nell'arco di cinquant'anni
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SI FEST 2010
La rassegna di quest'anno dal titolo "Living Worlds", è dedicata al tema dell'abitare e sarà inaugurata il 10 settembre
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In occasione del decennale del Festival Filosofia, dal 17 settembre, il Comune di Carpi presenta l'installazione "Le bandiere della fortuna"
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PROJECT PRINTS
La Galleria Massimo Minini, in collaborazione con il Fondo di Luigi Ghirri, presenta dal 9 settembre una mostra di piccole stampe fotografiche del fotografo emiliano
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LUIGI GHIRRI - MARIO GIACOMELLI
Presso il Centro Arti Visive Pescheria di Pesaro, fino al 19 settembre sarà esposta la mostra "Paesaggi. Lugi Ghirri, Mario Giacomelli"
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Fino al 12 settembre il Museo di Fotografia Contemporanea presenta la personale di Karen Knorr Favole: diciotto grandi opere fotografiche e un video dalla serie Fables
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